Cortese signora, il suo problema è un problema comune a molte e molte pazienti. La contrattura capsulare è la complicanza più frequente e temibile della mastoplastica additiva. Nel suo specifico caso , dovendo affrontare una
gravidanza con un possibile
allattamento le strade da seguire, secondo la mia personale esperienza, sono due. La prima , più intelligente da un punto di vista squisitamente medico, è quella di rimuovere entrambe la
protesi; aspettare almeno sette mesi dopo l'
allattamento e poi ripetere l'intervento di mastoplastica additiva ma questa volta posizionando le
protesi in una loggia retromuscolare e non retroghiandolare. In questo modo si da alla ghiandola il tempo di cicatrizzare e riparare ricreando lo stato iniziale prima del primo intervento e poi si può programmare una correzione adeguata dopo la
gravidanza nella consapevolezza che ogni
gravidanza modifica la forma e la sospensione delle mammelle. La seconda ipotesi, da preferire nel caso lei non volesse trascorrere il periodo della
gravidanza e dell'
allattamento senza
protesi, è quella di rimuovere entrambe le
protesi e di sostituirle con
protesi rivestite in poliuretano che garantiscono una contrattura capsulare ridottissima. In questa seconda ipotesi potrebbero essere lasciate in una posizione retroghiandolare. Se mi chiede un parere personale non avrei dubbi a consigliarle la prima strada. Si potrebbe godere la sua
gravidanza e l'
allattamento in piena tranquillità con la certezza poi di avere un risultato brillante. Il posizionamento di una
protesi in una loggia retromuscolare ha una incidenza di contrattura capsulare molto bassa. Qualche collega per il trattamento della contrattura capsulare potrebbe suggerirle una terapia medica con Zafirlukast ma io , in prossimità di una
gravidanza e di un
allattamento, gliolo sconsiglio perchè è un farmaco che è un pò "pesante" per il fegato, meglio evitare. Spero davvero di essere stato comprensibile e chiaro e di esserle stato di aiuto. Le auguro serene festività.
Carlo Magliocca